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May 28 Riconoscimento e riconoscenzaDopo parecchi mesi finalmente una novità degna di nota.
In seguito alla distruzione della mia fedele Virago 535 a causa di un anziano molto poco zelante nei confronti del codice della strada e della conseguente quanto inopportuna incazzatura di mio padre,avevo cominciato a pensare che a me di cosa buona me ne può capitare solo una all'anno,dopodichè il buon Dio prende a dedicarsi a qualcun altro.
Dopo poco più di una settimana passata in Vespa 50 (ebbene sì mi sono comprato una Special del '71!Rosa shocking,per di più!) e a subire i tentativi di rappacificazione di mio padre,una sera,il buon vecchio genitore mi entra in camera con una tattica diversa.<E' inutile che fai l'incazzato> fa buttandomi sulla scrivania una cartelletta con dei fogli.Con falsissima noncuranza la apro e tento di leggere il primo foglio.
Con un veloce sguardo all'incomprensibile papocchio burocratico mi concentro sulle parti scritte a penna (quasi altrettanto incomprensibili) e mi inchiodo leggendo "Ducati Monster".
Dopo alcuni inutili tentativi di sillabazione decido che un caloroso abbraccio in quel momento è la scelta più saggia.
Sono due settimane che aspetto e dopo la visita,ieri,del perito assicurativo,ho rottamato la vecchia moto e fatto il cambio di assicurazione in poco più di mezza giornata al termine della quale ho accompagnato mio padre al concessionario.
Appena entrati arpioniamo un robusto ragazzo sulla trentina che evidentemente si occupa delle vendite e veniamo da lui scortati nel deposito dove vengono tenute le moto prima della consegna.
Finalmente la vedo.
Se ne sta lì,al centro del locale,orgogliosa nella sua livrea nera con il telaio tubolare in acciaio verniciato ri rosso.
Quasi commosso passo due minuti buoni a saggiarne la posizione di guida (ci sarei rimasto fino ad ora ma i dipendenti del concessionario non l'avrebbero presa di buon grado visto che era ora di chiusura) e altri due a girarci intorno con occhio clinico cercando di trovare qualche possibile lavoro da effettuare.
Sotto l'occhio clinico del ragazzo io e mio padre ci lanciamo in un amichevole battibecco in cui lui sostiene la superiorità H-D e custom in genarale mentre io impiego quasi tutto il dizionario a mia disposizione per fargli capire perchè Ducati fosse al di fuori di ogni paragone elencando tutte le divine caratteristiche tecniche della moto e del suo bicilindrico desmodromico da 695 centimentri cubici.
Dopo un quarto d'ora che andiamo avanti così mi accorgo che il ragazzo mi fissa a braccia conserte e con un lieve sorriso mi fa <Certo che tu la Ducati ce l'hai proprio nel sangue>.
E' con l'eco di queste parole perennemente nella testa che attendo con trepidazione il momento del ritiro.
Probabilmente è anche vero se persino mio padre,dopo quasi un anno che gli suggerivo economici modelli giapponesi,ha capito di che colore è la mia passione e che l'unica moto che avrei voluto guidare sarebbe stata sempre è comunque una Ducati.
January 30 Sulle minicar...Sì,esatto,proprio quelle.
Sto parlando di quella piaga che da qualche anno a questa parte si è sparsa come un cancro sulle strade italiane.
Avrei tante cose da dire sull'argomento da riempire un blocco industriale di fogli formato A4 ma al solito preferisco raccontare un avvenimento che,a parer mio,riassume in poche righe l'intero concetto.
Qualche sera fa me ne stavo beatamente in compagnia di Smirzo di fronte alla serranda sprangata dell'officina del mitico Mimmo quando arriva Peppe.
Solite chiacchiere da uomini duri e puri:donne,macchine e tutte queste cosettine che stimolano tanto il testosterone.
A un certo punto Smirzo ha la pessima idea di far passare lo sguardo su una minicar parcheggiata lì davanti.
Niente di speciale.Il solito pezzo di plastica nero con adesivi della Sparco,della Magnaflow e altre marche di componenti ad alte prestazioni che quei catorci si sognano guardando Cars.
Una particolarità però brilla sul tettino del macinacaffè:una presa d'aria di quelle che vengono adottate sulle auto da competizione (essendo prive di aria condizionata o sistemi di ventilazioni per ragioni di peso vengono applicate per garantire un flusso d'aria che impedisce al pilota di lessare come un'aragosta).
Il povero Smirzo,con innocenza,chiede <Che è quella?Una presa d'aria?>.
Peppe,col tono da uomo stanco che ormai le ha viste tutte,dopo uno sguardo al catamarano,si gira verso il povero Smirzo guardandolo con commiserazione e replica:<Presa d'aria?'Na presa per culo è!>.
Nient'altro da aggiungere. January 22 Il FuturoDomenica sera.
Ho da poco riaccompagnato la mia ragazza a quella dannata fermata e me ne sto a casa cercando di divagare.
Squilla il cellulare.
<Sarà uno dei suoi squilletti...> penso distrattamente.
No.Il telefono continua a vibrare imperterrito.
Guardo il display con sospetto:Dj John.
Questo sì che è inaspettato!
Ma la convinzione che ci sia qualcosa che non va accompagna questo pensiero.
Rispondo.
Lui vuole uscire.
Non se la passa bene.
Ennesima mazzata da una vita che non si stanca mai di metterlo alla prova.
Giriamo per ore senza una meta precisa,parlando,interrogandoci,indagando.
Non c'è risposta a certe domande.
Arriviamo al Gianicolo ma avrebbe anche potuto essere il parcheggio di una discarica vista la coltre di nebbia che avvolge la città,quasi come se il cielo stesso fosse sceso a origliare le nostre conversazioni.
A un tratto Dj John smette di farmi domande e fa un'affermazione.
Semplce,spiritosa...ma forse la cosa più sensata che abbia mai sentito dire sul futuro:
<Il passato è passato.Il presente è incerto.E il futuro...pippa.>.
Sarà anche una cavolata ma io ci sto ancora pensando... September 21 Hai mai corso?Sera di un giovedì abbastanza anonimo.
Saluto i ragazzi dell'officina di Mimmo con la promessa che sarei passato al volo l'indomani mattina.
Salto in sella alla mia vecchia Virago 535,giro il quadro e pigio il tasto dell'avviamento.
Il rombo del bicilindrico passa senza ostacoli attraverso gli scarichi vuoti e invade via Vespasiano.
<Eeeeh!> mi fa dietro le spalle Antonio,prendendomi in giro.
Sfoggio il mio miglior sorriso da satiro e saluto,ignorandolo <A domani,ragazzi!>
Ingrano la prima con un calcio e sterzando dò gas lasciando la frizione per allontanarmi dal passo carrabile con il posteriore leggermente di traverso.
Non faccio in tempo a pensare alla provenienza di tutta questa mia coattitudine che mi ritrovo bloccato nel traffico dopo il primo incrocio.
<Porco mondo!> impreco tra i denti.
<E' mai possibile che questa città stia diventando intransitabile persino per le due ruote?> penso mentre mi divincolo da quel coas per scoprire che era colpa solo dei soliti gaggi che sostano in doppia fila nei vicoli.
<L'estate è davvero finita> rifletto cercando di evitare tutti i dannati scooteristi romani (i quali probabilmente pensano che gli spechietti retrovisori siano un accessorio per permettere alle signore se il trucco è loro colato) fino a ritrovarmi all'imbocco delle celebri Rampe di Monte Mario,rese famose dalla Mille Miglia.
Avevo già scritto di una mia precedente disavventura motociclistica avvenuta su questa stessa strada in un intervento precedente ma,per chi non l'avesse letto e per chi non conos ce quella strada,sappiate che si tratta di un insieme di curve strette e tornanti ciechi su una pendenza di tutto rispetto.
Ebbene ho appena imboccato quella strada quando,prima ancora di vederla,sento avvicinarsi il rombo di una Ducati.
<Desmo!> penso con un sorriso da squalo,quando la vedo immettersi quasi di fianco a me da una stradina laterale.
Il biker non è solo.Il sellino posteriore della sua Monster è occupato da quella che presumo fosse la sua ragazza.
<Cosa si può volere di più dalla vita?> penso spalancando il gas vedendo sparire qualsiasi possibilità di u pò di street racing casereccio.Nessun biker con un pò di buon senso si metterebbe a correre con la donna appollaiata dietro...A meno che a lei non piaccia.
La mia Virago ha rinunciato agli specchietti retrovisori mesi fa ma non servono gli specchietti per capire che si ha attaccato al parafango posteriore un bicilindrico di Borgo Panigale con due scarichi Termignoni che aspettano solo di essere ammirati da vicino.
<Bello!> faccio mettendo il polso ad angolo rettofino a 10 metri prima del primo tornante cieco a sinistra.
Pinzata sull'anteriore e sento l'avantreno caricarsi completamente...forse anche troppo visto che la mia forcella lavora a secco da un anno ormai per la rottura di un paraolio.
La curva l'ho impostata abbastanza bene ma altrettanto ha fatto il ducatista così,appena intrvedo l'uscita della curva,rispalanco il gas superando un'auto perdendo leggermnte grip sul retrotreno.
Forse per l'eccessiva coppia del Monster (che la rende dificile da gestire,specie con un passeggero abbarbicato dietro) il ducatista non riesce a sorpassarmi ma me lo sento comunque attaccato dietro all'imbocco del secondo tornante,questa volta a destra.
Fortunatamente so interpretare molto bene quella curva.Il suo punto di corda non ha segreti per me (basta stare attenti ai rami d'albero che ti vengono in faccia se non ti abbassi quando la tagli all'interno) così riesco a chiudere la porta in faccia a quell'altro e ad amministrare il leggero vantaggio fino alla successiva curva a sinistra che affronto parzializzando il gas.
Come previsto il conducente della Ducati ha preferito sfiorare i freni così mi trovo nuovamente in vantaggio mentre sento l'altro aprire tutto il gas.
<Troppo,caro mio> prendendo tutta quella velocità infatti il ducatista si trova a dover frenare per impostare la curva successiva mentre io la affronto in pieno fino a trovarmi ancor davanti sul breve rettifilo precedente al semaforo rosso che conclude questa sfida tra coatti.
Mi fermo tra le varie moto e scooter che stavano già attendendo il verde aspettando.
La mia attesa viene premiata con un paio di debraviate che mi annunciano l'arrivo del Monster.
Mi si fermi circa mexo metro davanti,si gira verso di me e vedo,attraverso la visiera aperta del suo casco integrale,i suoi occhi che mi sorridono.
Ingrano la prima e mi avvicino piano,sorridendo anch'io un <Grande!> a 42 denti.
La prima cosa che noto sono le lacrime che gli rigano il viso e penso <Ma cazzo!Hai un casco integrale che costa quanto la mia moto!Almeno chiudila la visiera!>.
Invece quello che dico è <Bello davvero!Complimenti!>.
<Grande anche tu!> fa lui tendendomi la mano che stringo prontamente.
<Che spettacolo!> gli faccio io squadrando da cima a fondo la bellissima livrea nera con rifiniture dorate del Monster di ultima generazione.
<620?> gli chiedo,riferendomi alla cilindrata e cercando di sbirciarla leggendo sul carterino tra il suo sedere e le cosce della sua ragazza.
Mentre mi sta rispondendo sbianco,notando il familiarissimo stile della scritta prima ancora di leggerla propriamente.
<S4R> fa lui orgoglioso <Quella col motore del 999>.
<Sì,lo so> faccio quasi balbettando <Complimenti.Se avessi avuto gli specchietti mi sarei fermato> gli dico con la mia migliore finta modestia ma con buona dose di rispetto.
Lui sorride e inizia a dire <No,ma dai...> ma intanto penso <Col cavolo che mi sarei fermato!Avrei dato più gas!>.
Ma il mio cervello e la mia bocca sono collegati male perciò dico <Corri qualche volta a Vallelunga?>.
<No,ma mi piacerebbe> fa lui ancora con l'occhio spalancato da overdose di adrenalina.
<Fai una cosa:vai a via Mattia Battistini.Prima dell'incrocio con Boccea c'è un gommista,sulla destra.Vai là e dì che ti manda Fabio>
<E loro mi danno...?>
<Le gomme per correre e gli appuntamenti in pista> mi sbrigo a dirgli notando che il verde sta per scattare.
<Grazie davvero> mi fa lui stringendomi il braccio prima di ingranare la prima con la grazia di un fabbro ferraio.
<Di niente,amico< faccio io mentre inizio ad attraversare l'incrocio con la mano sinistra alzata in segno di saluto.
"Ridin' high,livin' free" - Ralph "Sonny" Barger
"Ride hard or stay home"- Harley-Davidson Racing
![]() ![]() August 29 ...<Carlo,scusa.Quanto mi verrebbero a costare due 3.00/10,montate?>
<Ma,sono per tuo padre?>
<Già>
<3.50/10,allora...>
<Ah,sì,scusa!Il 3.00 è per le 50 e le 125...Comunque quanto?>
<Beh,per tuo padre 30 a gomma>
<Ah...E pensare che il meccanico amico suo gliele metteva 45...>
<Non esistono gli amici,Fa> July 01 Quando il tifo e la passione non vanno a braccetto...Parliamo di motomondiale.
Dunque,in questi ultimi tempi non si è fatto che parlare,forse a buon titolo,di declino di Rossi e della nascita di un nuovo dominatore di categoria,vista nell'australiano Casey Stoner.
Ora,sinceramente,non posso mettermi a dire "sì,è in declino" oppure "no,è la moto che è un cancello",non sono nè nella testa di Rossi,nè nel box Yamaha.
Fatto sta che le due Yamaha,bene o male,le troviamo sempre vicine nelle classifiche di fine gara (più spesso nel mezzo,bisogna riconoscere) mentre la Desmosedici di Stoner è sempre lì,in agguato,tra le prime posizioni quando,invece,il povero Loris Capirossi lo troviamo sempre relegato tra la sesta e la quindicesima posizione.
Cosa se ne deduce?
Moto o rossi?Stoner o moto?
Fate voi ma io la mia idea me la sono fatta e il mio misero giudizio non da certo merito al romagnolo...
Ho sentito tanti "povero Vale.La moto non gli cammina" e altrettanti "cavolo quella Ducati!Poi con quelle gomme..." nelle gare passate e oggi,a valle di Assen,leggo e sento "grande Vale!"."è tornato l'imbattibile campione!".
Grande?Sì,ha fatto una gara spettacolare,lo riconosco...Ma imbattibile?Io non credo.
Io penso che la gente che si ritiene davvero appassionata di Moto GP dovrebbe davvero guardarle le corse ansichè vederle soltanto.
Nessuno si è domandato come mai le moto che hanno letteralmente sotterrato Valentino nelle qualificazioni si siano trovate a mangiare la polvere più o meno di tutti in gara.
Nessuno ha notato come Valentino,nonostante tutti gli errori (fateci caso:ha sbagliato traiettoria e preso larghe non una ma diverse curve) sia riuscito a superare l'australiano in maniera quasi ridicolmente semplice quando,in un'intervista al termine della gara precedente lo abbiamo sentito dire "già mi faccio un mazzo così per stargli dietro".
Ma sopratutto nessuno ha notato che la Desmosedici di Stoner ha ceduto,guardacaso,a gara finita.
"Abbiamo avuto problemi" è stato il commento della casa di Borgo Panigale.
Problemi senz'altro ma non certo legati alla moto o alla sua affidabilità.
Qui siamo di fronte alla solita scusa che si tira fuori in Ducati per mascherare l'errore umano.
Quello che in realtà si è voluto dire è "abbiamo toppato completamente il settaggio".
La verità è che alla Ducati,come probabilmente alla Suzuki,speravano in una gara bagnata e le moto sono state settate di conseguenza.Basta vedere comparare le uscite di curva elle moto protagoniste:l'M1 pulita,precisa e senza la minima incertezza;la Desmosedici lenta in entrata e scorbutica come un toro in uscita.
Io non voglio fare la lezione a nessuno,per carità,però aspetterei qualche altra gara prima di assegnare il titolo,che ne dite? ![]() Shot at 2007-07-01 June 19 Il CapoDieci di mattina.
Il lavoro è moscio.Sto uscendo dal bagno dopo essermi lavato le mani quando sento avvicinarsi l'inconfondibile suono di un bicilindrico americano ad aste e bilancieri.
E' il cupo e pieno brontolio del Twin Ca 88B di una stupenda Harley-Davidson Softail Deuce.
La guardo ammirato,soffermandomi sul contrasto tra il colore nero con rifiniture rosse delle parti carrozzate e il restante ammasso di cromo e acciaio,mentre il capo e Checco prendono in consegna il mezzo.
Il proprietario va via e i due si accingono a far salire la moto su uno dei ponti,con il capo in sella e Checco pronto con il cavalletto centrale.
<Cosa si prova in quella posizione?> chiedo al capo con un sorrisetto.
Lui sembra rifletterci un attimo,si calza ben bene sulla sella,poi sorride e mi fa <Guarda,ho provato già una sensazione simile ma è meglio che non ti dico dove...>
<Sulla tazza del cesso> fa Checco,dandomi le spalle.
<Mah,voi siete due insensibili.Non capite che siete davanti a un pezzo di storia del motociclismo...>
<Rischi grosso,Fabbiè...> mi fa il capo con uno sguardo che voleva sembrare minaccioso.
<Perchè?Cosa rischio?>
<Licenziamento in tronco.>
<Ma,ma...>
<"Ma" niente.Qui ci sono delle regole.La prima:Il capo ha ragione.La seconda:il capo ha SEMPRE ragione.La terza:nell'improbabile possibilità che non l'abbia entrano immediatamente in atto le regole 1 e 2.>
Lezione di vita per chiunque lavora o pensa di trovare lavoro... May 30 Back AgainEccomi qui,dopo un periodo di assenza dovuto alla mancanza di tempo,fantasia e allo smottamento delle pareti dell'uretra,per parlare di nuovo di gomme bruciate e bielle incandescenti.
In particolare volevo lanciare un altro urlo belluino contro tutti quei dinosauri che fanno di tutto e spesso anche di più,per tarpare le ali a tutti gli imbenzinati (come il sottoscritto) che non riescono a tenere quel dannato pedale di destra inclinato a meno di 90°.
Ora alcuni imbecilli,col cervello superato quanto Rossi da Stoner in uscita da una variante,si stanno inventando delle limitazioni anche negli autodromi del nostro Bel Paese,templi della velocità che hanno fatto la storia degli sport motoristici.
Ora,Imola è chiusa per lavori e non si sa quando sarà aperta e se riuscirà a ottenere le necessarie omologazioni per formule importanti quali la F1 e la Superbike,mentre a Monza (e a breve pare anche a Vallelunga) qualunque mezzo scenda in pista deve produrre emissioni sonore non superiori ai 92 db...
Ma dico,siamo matti?
Poi dicono che girano i pazzi per strada...
Se ogni volta che monto un pezzo devo preoccuparmi anche di regole per la pista allora al diavolo!
Tanto vale che ci giri per strada.
Tanto,ora come ora,se mi fermano,invece che togliermi i punti,mi danno l'ergastolo comunque...
Impagabile il testa a testa con una Golf GTi sul filo dei 200 all'ora in cui mi sono ritrovato questo weekend!Ci siamo cimentati in staccate e sorpassi che ormai si vedono solo nel campionato turismo!
Peccato che il pupo si sia stancato e mi abbia graziato...Mi stavo divertendo...
Strano che i Carabinieri di ieri sera non mi abbiano trinciato la patente davanti agli occhi.Forse dovrei ringraziare quel gentiluomo col Land Rover che mi ha avvisato coi fari...
Ad ogni modo,per favore,dateci un posto in cui poterci sfogare liberamente! May 11 Lo stile è tuttoOra di chiusura.
Le operazioni di ripiego sono quasi finite e in officina ci prepariamo per caricare le moto sul carrello,pronte per essere portate in pista l'indomani mattina (dove,tanto per cambiare,non le seguirò).
Mi preparo a spingere l'R6 del capo sulla rampa del carrello quando un profondo e costernato <Noooooooo...> di Francesco mi fa girare verso di lui per trovarlo con gli occhi fissi sulla strada con un'espressione a metà tra il divertito e il disgustato.
Seguo il suo sguardo e mi ritrovo davanti la bassa e candida silhouette di una Lamborghini Murcièlago Versace Edition.
Sto cercando di valutare il curioso veicolo quando sento Francesco dietro di me dire <Mamma mia quant'è burina...Bianca coi cerchi neri...Bah!>.
Parla chi mi aveva suggerito di verniciare i miei di rosso...
Comunque mi sento sollevato.
Forse perchè,una volta tanto,l'auto oggetto di sberleffi non è la mia...O forse perchè il fatto che si sfotta una supercar allo stesso modo della mia povera Thirtythree lo vedo come un'implicito complimento alla mia...Mah.
Bè,ad ogni modo ecco la bambina.
A parer mio la casa del toro poteva tranquillamente risparmiarsi un modello così snob o,come direbbe qualcuno,da cabinotti,ma visto che noi,da bravi italiani,abbiamo pensato bene di venderci anche la Lamborghini ce lo meritiamo anche.
Chissà perchè ogni volta che creiamo qualcosa che va bene lo vendiamo o lo togliamo di mezzo...
La Benelli vendette il progetto del suo 4 cilindri alla Honda che ne ricavò il leggendario motore Four...
Ogni auto decente o addirittura buona uscita dagli stabilimenti di Mirafiori non è rimasta in produzione per più di due anni...
Il progetto del motore boxer Alfa Romeo (secondo gli esperti il VERO motore Alfa) è stato venduto,ai suoi tempi,alla Subaru (sì,per quel modello,avete indovinato)...
Dulcis in fundo:la Lamborghini,che fregiava con il suo nome il nostro bel paese,è stata venduta al gruppo Volkswagen,diversi anni fa,per finire sotto il controllo dell'Audi.
Mah,chi ci capisce è bravo... May 07 Incompreso!Povero me!
Sono un'incompreso...Uno fa tanto e poi riceve calci in faccia...
Cioè,sto coccolando e sistemando la mia povera auto da mesi!
Sono 3 settimane che sto tampinando la Sparco per il materiale che devono consegnarmi,spendo centinaia di euro per mettere a punto la meccanica,uno sbirro quasi si fa ammazzare per palettarmi quando,in un impeto di fretta furiosa,mi sono quasi messo a derapare in mezzo alla curva dov'era appostato (avevo mezz'ora per passare da Tuning House,ritirare dei ricambi e andare a prendere la mia ragazza col traffico del sabato pomeriggio), e poi questo!
Passo dal carrozziere per ritirare i miei specchietti e con un sorrisone a 32 denti gli faccio <Ciao,Sa!Pronta la mia roba?> e lui,con un'espressione a metà fra l'ilarità e il compatimento risponde <Tiè!Pijate quelle dù lampadine...>.
Chino il capo di lato e con tristezza infinita replico <Veramente sarebbero due specchietti...>.
Lui,evidentemente al limite di sopportazione estremo,allarga le braccia e mi fa <Senti,io due specchietti rossi su una macchina nera li chiamo lampadine!Porcoddue,sono un calcio nelle palle la mattina appena alzato!>.
Ecco cosa mi devo sentir dire!
Che cavolo...
Vabbè,comunque dopo avergli spiegato che nella 33 Cup è uso colorare gli specchietti in un colore diverso dalla carrozzeria,si è convenuto che da un punto di vista agonistico/sportivo la cosa è ben accetta ma su una strada popolata da tassisti nevrotici,mamme stressate e vecchiette incartapecorite ai volanti la cosa risulta ridicola per un buon 80% degli automobilisti.
Beh,vi dico la stessa cosa che ho detto a lui:<A me non è mai fregato niente di quell'80% di nevrotici che prendono la macchina per necessità.Io faccio parte del restante 20% e solo di quello può interessarmi il parere>.
In caso non fosse chiaro:il tuning è anticonformismo.
E' voglia di distaccarsi,di emergere,di sorprendere.
Le emozioni di serie non fanno per me.
E voi siete di serie? ![]() May 06 AvvisoAvviso per i lettori:
dati certi avvenimenti (più o meno recenti) che hanno comportato il lento ma inesorabile calare nonchè il riempimento delle mie basse sfere,questo space verrà d'ora in poi aggiornato solamente con materiale riguardante il mondo dei motori.
Per i pensierini della buonanotte ci siamo trasferiti altrove.
A chi di dovere verrà comunicata la nuova sede.
Grazie per la cortese attenzione.
Bullitt May 05 Il ModoIl modo migliore per capire i nostri sbagli
é mettersi nei panni di chi,per quegli errori,ha sofferto. May 04 Never slowing down<Guarda che questa non é una Delta Integrale!>
Il mio istruttore di guida,sempre nel 2003.Quarta e ultima lezione mentre con la voce cercava di sovrastare lo stereo dal quale usciva Two Minutes To Midnight degli Iron Maiden a tutto volume. May 03 Driving School<Hai un difetto:Hai troppa fretta di accelerare...>
Il mio istruttore di guida nel 2003 alla mia seconda lezione. April 28 Mission ZeroEbbene sì.Anche la Pirelli,per fare un pò di soldi,è costretta ai cortometraggi (come se ce ne fosse bisogno per promuovere le splendide P Zero Rosso...).
Eì un peccato che abbiano dovuto sacrificare una Gallardo per girarlo (e probabilmente più di una) ma tanto io tifavo per la Roadrunner del '68! :D
Enjoy!
April 25 About the Thirtythree...Visti i dubbi e i fraintendimenti che a volte (anzi,spesso) solleva la mia povera vettura,ho deciso di riportare qui di seguito la sua storia per intero.
Ora,ai più non fregherà niente di quello che sto per scrivere e non andrà oltre queste prime quattro righe.Tuttavia,se a qualcuno dovesse interessare qualcosa di questa bistrattata e sottovalutata vettura,ecco cos'è in realtà l'Alfa Romeo 33.Le apparenze spesso ingannano...
Al momento di dare un'erede all'Alfasud, l'Alfa Romeo decise di cambiare esclusivamente la carrozzeria, conservando la meccanica, fatta di motore boxer, trazione anteriore, retrotreno ad assale rigido con parallelogramma di Watt, 4 freni a disco e cambio manuale a 5 marce (su tutte le versioni). L'originalità delle linea (a due volumi e mezzo con portellone posteriore) creata da Ermanno Cressoni e l'ammodernamento degli interni 'mitigarono' l'assoluta assenza di novità tecniche rispetto alla progenitrice.
L'Alfa 33, disponibile solo in versione a 5 porte, veniva assemblata a Pomigliano d'Arco e fu un grande successo: tra il 1983 e il 1994 vennero prodotti quasi un milione di esemplari. Il successo fu dovuto al buon comportamento stradale, alle prestazioni brillanti, all'affidabilità, all'originalità delle linee e all'inconfondibile (ed accattivante) rombo proveniente dal motore boxer.
Nei 12 anni di produzione subì molte evoluzioni, sia tecniche che estetiche, tuttavia si può dividere la carriera del modello in 2 serie.
La prima serie (1983-86) La Alfa 33, al momento della presentazione (1983) era disponibile in 2 versioni, la 1.3, spinta dal 4 cilindri boxer monocarburatore di 1351cc da 79cv (lo stesso delle Alfasud 1.3 SC) e la 1.5 Quadrifoglio Oro, mossa dal boxer bicarburatore di 1490cc da 95cv (proveniente dall'omonima versione dell'Alfasud). Le due varianti differivano anche per l'allestimento interno ed esterno. La più ricca Quadrifoglio Oro era riconoscibile per la mascherina color argento metallizzato, gli ampi fascioni neri laterali, i copricerchi integrali, i profili color oro nei paraurti, gli indicatori di direzione anteriori con trasparente bianco, i rivestimenti interni in tessuto pregiato, il volante in legno e la dotazione più completa. La 1.3, priva di fascioni laterali, aveva invece la mascherina nera, coprimozzi neri sui cerchioni, i trasparenti arancioni per le frecce anteriori, il volante in plastica, rivestimenti meno pregiati e una dotazione di accessori ridotta. Nel 1984, con la definitiva uscita di scena delle Alfasud, la gamma della 33 si arricchì delle versioni 1.3 S, 1.5 4x4, 1.5 Quadrifoglio Verde e Giardinetta (riporto un piccolo errore.Quest'ultima versione era denominata Sportwagon).
La 1.3 S era una una normale 1.3 equipaggiata col 1351cc bicarburatore da 86cv (ex Alfasud Ti 1.3), mentre la 1.5 Quadrifoglio Verde (spinta dalla versione da 105cv del boxer di 1490cc, anch’esso proveniente dall'omonima versione dell'Alfasud Ti) aveva una connotazione sportiva: paraurti e fascioni verniciati, mascherina specifica, alettone posteriore, cerchi in lega, bandelle sottoporta, sedili anteriori sportivi con poggiatesta traforati. Simili alla Quadrifoglio Oro (da cui ereditavano anche il motore da 95cv), ma dotate di trazione integrale inseribile le 1.5 4x4. Importante (e finalmente di successo) anche la riuscita versione station wagon a 5 porte, denominata Giardinetta. Disegnata da Pininfarina e dotata di un allestimento simile a quello della Quadrifoglio Oro, la Giardinetta era disponibile nelle versioni a trazione anteriore o 4x4, entrambe dotate di motore da 1490cc e 95cv.
Il più evidente difetto delle 33 prima serie erano i consumi, legati al profilo abbastanza corsaiolo degli alberi a camme ed al sistema di alimentazione a carburatori (devo ritenermi fortunato a fare 10 al litro?). Anche il livello di finitura (non esaltante) e l'impianto di ventilazione (poco efficiente) non soddisfacevano. Nel 1987 un lieve restyling interessò la mascherina anteriore (ridisegnata), i gruppi ottici posteriori (con trasparente bianco e rosso anziché arancio/bianco e rosso), i paraurti (ritoccati) e gli interni (nuovi rivestimenti, plancia ritoccata). Le versioni che in precedenza li avevano persero i massicci fascioni laterali. La Quadrifoglio Oro lasciò il posto alla 1.5 Ti, mentre la cilindrata della Quadrifoglio Verde passò da 1490 a 1712cc (114cv). La Giardinetta disponeva anche del motore 1300 da 86cv. La nuova gamma comprendeva:
33 1.3 (1351cc, 79cv)
33 1.3 S (1351cc, 90cv) 33 1.5 Ti (1490cc, 105cv) 33 1.5 4x4 (1490cc, 95cv) 33 1.7 Quadrifoglio Verde (1712cc, 114cv) 33 Giardinetta 1.3 (1351cc, 86cv) 33 Giardinetta 1.5 (1490cc, 95cv) 33 Giardinetta 1.5 4x4 (1490cc, 95cv) Prima serie restyling (1986-89)
Il 1986 fu l’anno della maturità per la piccola Alfa 33. Nell’autunno di quell’anno un intervento di natura commerciale ne cambiò la denominazione da “Alfa 33” in “33”, che si distinguevano per pochi particolari estetici: le nuove targhette di identificazione, gli indicatori di direzione anteriori e posteriori bianchi, la nuova calandra a maglie orizzontali più larghe e con il nuovo scudetto e le sottili minigonne estese a tutta la gamma. Ma le vere novità erano all’interno, che era stato completamente ridisegnato: la tormentata plancia cedette il posto ad una più convenzionale, dal design lineare interrotto solo dal compatto cupolino della strumentazione, identica a quella delle serie precedenti, ma meglio leggibile. Cambiava anche il volante, che perdeva il curioso “cuscino” centrale, mentre i rivestimenti e i pannelli porta si facevano più “importanti”. La gamma ’86, razionalizzata negli allestimenti, ma non in alcuni difetti congeniti (non era più disponibile il computer di bordo e l’Alfa Romeo Control era a richiesta, mentre il climatizzatore rimase inefficace), era composta dalle 1.3 e 1.3 S, dalla 1.5 TI da 105 cv, che sostituiva le precedenti Quadrifoglio Verde e Quadrifoglio Oro, dalla 1.5 4x4 da 105 cv e dalle nuove 1.7 Quadrifoglio Verde e 1.8 Turbodiesel. All'inizio del 1988 la Quadrifoglio Verde adottò l'iniezione e la potenza salì a 118cv.
La seconda serie (1989-94) ![]() Nella seconda metà del 1989 l'Alfa 33 venne sottoposta ad un sostanzioso restyling, che la omologò al nuovo family feeling introdotto dalla 164. Vennero modificati il frontale (completamente nuovo, spiovente e con paracolpi più avvolgenti), la coda allungata, alta e tronca e dotata di nuovi gruppi ottici simili a quelli della 164 che la attraversano trasversalmente, le maniglie porta e gli interni (completamente ridisegnati). Anche la Giardinetta venne ristilizzata. Anche la gamma dei motori venne rivista. Alla base si collocavano le 1.3 (1351cc, 2 carburatori e 86cv) e le 1.5 (1490cc, 2 carburatori, 105cv). Il top della gamma era rappresentato dal 1700 a iniezione, con testata a 8 (118cv) o 16 valvole (139cv). Per la 1.7 16v era disponibile sia la trazione anteriore, sia quella integrale con ripartizione automatica della motricità fra gli assali. Anche il 3 cilindri turbodiesel, aggiornato con l'adozione dell'intercooler e l'aumento della pressione di sovralimentazione a 1,2 bar, , vide crescere la potenza a 84cv. La meccanica e il telaio subirono adeguamenti solo marginali, per correggere quanto possibile le noie alle sospensioni e alla geometria dell’avantreno, mentre l’abitacolo fu ulteriormente affinato.
Con queste modifiche, tra il 1989 e il 1990 le nuove 33 sostituirono le vecchie versioni, che sopravvissero grazie alle serie speciali 1.3S Red (bicolore rosso-grigio e con allestimenti interni della Quadrifoglio Verde) e 1.3S Blue (blu metallizzato con allestimenti interni della 1.7 i.e.), oltre che con la rara 1.7 i.e. “Italia 90” vero canto del cigno della vecchia gamma 33.
La nuova gamma comprendeva:
33 1.3
33 1.3 L (con servosterzo) 33 1.3 VL 33 1.5 33 1.7 i.e. 33 1.7 i.e. 4x4 (con trazione integrale inseribile) 33 1.7 i.e. 16v Quadrifoglio Verde 33 1.7 i.e. 16v Q4 Permanent (con trazione integrale permanente) 33 1.8 TD 33 Giardinetta 1.3 33 Giardinetta 1.3 L 33 Giardinetta 1.7 i.e. 33 Giardinetta 1.7 i.e. 4x4 33 Giardinetta 1.8 TD Le versioni con motore di 1.7 litri 8v si distinguevano per i paraurti in tinta e l'allestimento più ricco, mentre Quadrifoglio Verde e Q4 avevano una connotazione decisamente sportiva: mascherina anteriore contornata di colore rosso, spoiler anteriore in tinta, alettone posteriore in tinta, bandelle sottoporta in tinta, paraurti maggiorati in tinta, ruote in lega specifiche e sedili sportivi. Nel 1992 venne tolta di listino la Turbodiesel, mentre all'inizio del 1993, con l'obbligo del catalizzatore, tutti i motori vennero dotati di impianto di iniezione multipoint e marmitta catalitica. Le potenze erano di 90cv per le 1.3 i.e., di 97cv per le 1.5 i.e., di 115cv per le 1.7 i.e. e di 129cv per le 1.7 i.e. 16v.
Tra le versioni speciali a serie limitata, si può ricordare la 33 Imola, prodotta nel 1993 con motore 1.351cc boxer - 90CV, avente particolari finiture sia estetiche che di interno, come minigonne aerodinamiche, alettone posteriore, cerchi in lega, interni in pelle e camoscio, autoradio, ed altri accessori di serie. Auto particolarmente aggressiva e sportiva, venne prodotta in tre colori: rossa, bianca e nera (la mia è appunto una Imola di colore nero).
Alla fine del 1994 la 33 venne rimpiazzata dalla 146.
Caratteristiche tecniche Di seguito vengono elencate alcune caratteristiche tecniche delle versioni fino al 1987. Prestazioni e consumi
1300 velocità massima: 167 km/h peso in ordine di marcia: 910 Kg consumi: - a 90 Km/h: 5.8 l per 100 Km - a 120 Km/h: 8 l per 100 Km - percorso urbano 10 l per 100 Km 1300S
velocità massima: 172 km/h peso in ordine di marcia: 910 Kg consumi: - a 90 Km/h: 5.5 l per 100 Km - a 120 Km/h: 7.9 l per 100 Km - percorso urbano 10.3 l per 100 Km 1500TI
velocità massima: 185 km/h peso in ordine di marcia: 910 Kg consumi: - a 90 Km/h: 6 l per 100 Km - a 120 Km/h: 8.5 l per 100 Km - percorso urbano 10.7 l per 100 Km 1500 4x4 e break 4x4
velocità massima: 182 km/h peso in ordine di marcia: 970/990 Kg consumi: - a 90 Km/h: 5.8 l/6.1 per 100 Km - a 120 Km/h: 8.1/8.3 l per 100 Km - percorso urbano 11.1 l per 100 Km 1700
velocità massima: 200 km/h consumi: - a 90 Km/h: 5.9 per 100 Km - a 120 Km/h: 8.2 l per 100 Km - percorso urbano 11.4 l per 100 Km Motore Motore a quattro tempi, 4 cilindri orizzontali e contrapposti. Alberi di distribuzione in testa per linea di cilindri azionati tramite cinghia dentata: raffreddamento a liquido. motore 1300 (305.02),1300 (301.68)
Alesaggio (mm): 80 corsa (mm): 67.2 cilindrata (cc): 1351 rapporto di compressione: 9;9.7 potenza massima cv/kW a giri/min: 79/58 a 6000; 86/63.3 a 5800 coppia massima N*m a g/m: 11.3 a 3500; 12.1 a 4000 motore 1500 (305.04); motore 1500 (305.20); motore 1500 (301.46) Alesaggio (mm): 84 corsa (mm): 67.2 cilindrata (cc): 1490 rapporto di compressione: 9;9.5;9.5 potenza massima cv/kW a giri/min: 85/62 a 5800; 95/50 a 5750; 105/77.2 a 6000 coppia massima N*m a g/m: 12,3 a 3500; 13 a 4000; 13.6 a 4000 motore 1700 (305.50) Alesaggio (mm): 87 corsa (mm): 72.2 cilindrata (cc): 1712 rapporto di compressione: 9.5 potenza massima cv/kW a giri/min: 114/84 a 6000 coppia massima N*m a g/m: 15 a 4000 Sospensioni e freni
anteriore Ruote indipendenti Mc Pherson con bracci inferiori e puntoni montati su silentbloc. Molle elicoidali concentriche e disassate rispetto agli ammortizzatori telescopici bitubo. Un cuscinetto assale a rulli supporta la sede inferiore della molla. posteriore
Assale rigido tubolare guidato mediante tiranti longitudinali (due su ogni lato), disposi a parallelogramma di Watt e una barra Panhard trasversale. Molle elicoidali e ammortizzatori telescopici. Freni a comando idraulico a doppio circuito (uno anteriore e uno posteriore). Freni anteriori a disco (diametro 239 mm) e posteriori a tamburo (diametro 223 mm ). Servofreno, regolatori di frenata sulle ruote posteriori.
Alimentazione e accensione
Pompa di alimentazione meccanica a membrana azionata dall'eccentrico del puntalino di comando pompa olio e distributore di accensione. ( P = 0.18 – 0.30 Kg/cm^2 a 5000 g/min pompa Fispa e a 6000 giri/min pompa Savara ) 1300 e 1500/85 cv
Un carburatore doppio corpo di marca Weber o Solex. 1300/86cv, 1500/95 cv, 1500/105 cv, 1700
Due carburatori doppio corpo Weber o Dell'Orto.
Bene.Se sei arrivato fino a qui o sei il prossimo candidato per la palma di Scemo del Villaggio oppure,come diceva quello,"hai protossido di azoto nelle vene e un serbatoio per cervello". In ogni caso un ringraziamento è di dovere. :D April 22 Senza paroleAl di là della splendida gara offertaci dal giovane (e a quanto pare talentuoso) Casey Stoner in sella alla sua stratosferica Ducati Desmosedici GP7,mi è rimasto una specie di groppo allo stomaco nell'apprendere da Guido Meda,poco prima della partenza (sì,solo allora,vista la mia incompatibilità coi quotidiani),la notizia di un motardista ucciso dal filo spinato teso da un contadino per "sconsigliare" ai motardisti di dare sfogo alla loro passione su quel terreno.
Riporto qui di seguito un articolo in proposito preso da Motoblog.it.
Un contadino di Pavullo è indagato per omicidio colposo per la morte dell'ingegnere modenese Marco Badiali, 48 anni, dissanguato da una profonda ferita alla gola che gli ha procurato il filo spinato teso a un metro e mezzo da terra su un sentiero dell'Appennino che sabato stava percorrendo, con amici, in sella alla sua moto da enduro.
Badiali è stato colpito al collo ed è morto in pochi minuti; a nulla sono serviti i primi soccorsi che gli ha prestato un altro motociclista, che stava facendo il percorso con lui, e che gli ha tolto il filo spinato che si era conficcato nella gola. L'indagato, un contadino della zona ma non proprietario del terreno, avrebbe sistemato il filo spinato sulla salita del sentiero, in un punto quasi invisibile, probabilmente tra venerdì e sabato. Il giorno prima, infatti, quel percorso era stato fatto da un escursionista a cavallo, che non aveva notato nulla di anomalo. Il filo spinato, che non era stato segnalato, non aveva tracce di ruggine ed era quindi nuovo. "E' stato messo lì per uccidere", dicono convinti gli amici di moto di Badiali, che sul sito del loro gruppo www.brancolupi.com hanno inserito nelle ultime ore foto e poesie dedicate alla vittima. Ora,al di là di quello che è stato già detto da Guido Meda,io non so che altro dire:
"Non so come certa gente riesca a dormire la notte e,grazie a Dio,non è un problema mio".
Per favore.Non siamo in America negli anni '60.Gli Hells' Angels non esistono più.
Non siamo un'accozzaglia di criminali che se ne va in giro a picchiare,stuprare e rapinare.
Siamo persone con una passione.
Trattateci come tali.
Grazie. BadialiApril 18 ApprezzamentiGrizzly:<Mamma mia,quanto sei secco!Se te metti sopra 'na machina pari l'antenna!>
Io:<Sì,Frà.C'hai ragione...Dovrei sottopormi alla tua dieta.A proposito:che ti sei ingurgitato per diventare così?Una Multipla?>
Grizzly:<Hi!Hi!Un Tuareg V10!>
Io:<Però potevi almeno chiudere gli sportelli,prima...> |
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