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Fabio

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56 Customs

"Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta.Non mi importa nient'altro.Per quei 10 secondi io...sono libero."
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Tribute to the Prince

 
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March 17

Very gooooooood news

 
 
Penso non ci sia niente da aggiungere...
January 20

Piccolo aggiornamento

Per quelle due persone e mezza,che forse mi hanno creduto prematuramente dipartito nel corso del giro di prova della nuova moto,faccio presente che sono vivo e con tutte le parti anatomiche al loro posto originale,così come la mia signora desmodromica.
La prolungata assenza di novità su questo space è solamente attribuibile,oltre che a un'acuta allergia da tastiera,a una mancanza d'ispirazione e di novità in generale.
L'occasione per questo piccolo aggiornamento è scaturita incidentalmente sia dalla signora di Borgo Panigale,che dalla mia insostituibile ragazza.
Sabato scorso stavamo tornando a casa dopo una serie di giri in centro e prima di rientrare decido di fermarmi al bar sotto casa per comprare "il vizio" (le sigarette,per i pagani),quindi,dopo l'acquisto,torno alla moto e come di consueto la mia ragazza si incammina per i 20 metri che separano il bar dal cancello del mio garage.
Mentre la guardo allontanarsi mi decido a chiederle una volta per tutte,quasi scherzando:<Non ti piace proprio la mia moto,eh...Mi dici perchè?>
<E' veloce!> mi grida di rimando,un sorrisino ironico sulle labbra.
May 28

Riconoscimento e riconoscenza

Dopo parecchi mesi finalmente una novità degna di nota.
In seguito alla distruzione della mia fedele Virago 535 a causa di un anziano molto poco zelante nei confronti del codice della strada e della conseguente quanto inopportuna incazzatura di mio padre,avevo cominciato a pensare che a me di cosa buona me ne può capitare solo una all'anno,dopodichè il buon Dio prende a dedicarsi a qualcun altro.
Dopo poco più di una settimana passata in Vespa 50 (ebbene sì mi sono comprato una Special del '71!Rosa shocking,per di più!) e a subire i tentativi di rappacificazione di mio padre,una sera,il buon vecchio genitore mi entra in camera con una tattica diversa.<E' inutile che fai l'incazzato> fa buttandomi sulla scrivania una cartelletta con dei fogli.Con falsissima noncuranza la apro e tento di leggere il primo foglio.
Con un veloce sguardo all'incomprensibile papocchio burocratico mi concentro sulle parti scritte a penna (quasi altrettanto incomprensibili) e mi inchiodo leggendo "Ducati Monster".
Dopo alcuni inutili tentativi di sillabazione decido che un caloroso abbraccio in quel momento è la scelta più saggia.
Sono due settimane che aspetto e dopo la visita,ieri,del perito assicurativo,ho rottamato la vecchia moto e fatto il cambio di assicurazione in poco più di mezza giornata al termine della quale ho accompagnato mio padre al concessionario.
Appena entrati arpioniamo un robusto ragazzo sulla trentina che evidentemente si occupa delle vendite e veniamo da lui scortati nel deposito dove vengono tenute le moto prima della consegna.
Finalmente la vedo.
Se ne sta lì,al centro del locale,orgogliosa nella sua livrea nera con il telaio tubolare in acciaio verniciato ri rosso.
Quasi commosso passo due minuti buoni a saggiarne la posizione di guida (ci sarei rimasto fino ad ora ma i dipendenti del concessionario non l'avrebbero presa di buon grado visto che era ora di chiusura) e altri due a girarci intorno con occhio clinico cercando di trovare qualche possibile lavoro da effettuare.
Sotto l'occhio clinico del ragazzo io e mio padre ci lanciamo in un amichevole battibecco in cui lui sostiene la superiorità H-D e custom in genarale mentre io impiego quasi tutto il dizionario a mia disposizione per fargli capire perchè Ducati fosse al di fuori di ogni paragone elencando tutte le divine caratteristiche tecniche della moto e del suo bicilindrico desmodromico da 695 centimentri cubici.
Dopo un quarto d'ora che andiamo avanti così mi accorgo che il ragazzo mi fissa a braccia conserte e con un lieve sorriso mi fa <Certo che tu la Ducati ce l'hai proprio nel sangue>.
E' con l'eco di queste parole perennemente nella testa che attendo con trepidazione il momento del ritiro.
Probabilmente è anche vero se persino mio padre,dopo quasi un anno che gli suggerivo economici modelli giapponesi,ha capito di che colore è la mia passione e che l'unica moto che avrei voluto guidare sarebbe stata sempre è comunque una Ducati.
 
March 30

Dedicato agli Alfisti...

 
January 30

Sulle minicar...

Sì,esatto,proprio quelle.
Sto parlando di quella piaga che da qualche anno a questa parte si è sparsa come un cancro sulle strade italiane.
Avrei tante cose da dire sull'argomento da riempire un blocco industriale di fogli formato A4 ma al solito preferisco raccontare un avvenimento che,a parer mio,riassume in poche righe l'intero concetto.
 
Qualche sera fa me ne stavo beatamente in compagnia di Smirzo di fronte alla serranda sprangata dell'officina del mitico Mimmo quando arriva Peppe.
Solite chiacchiere da uomini duri e puri:donne,macchine e tutte queste cosettine che stimolano tanto il testosterone.
A un certo punto Smirzo ha la pessima idea di far passare lo sguardo  su una minicar parcheggiata lì davanti.
Niente di speciale.Il solito pezzo di plastica nero con adesivi della Sparco,della Magnaflow e altre marche di componenti ad alte prestazioni che quei catorci si sognano guardando Cars.
Una particolarità però brilla sul tettino del macinacaffè:una presa d'aria di quelle che vengono adottate sulle auto da competizione (essendo prive di aria condizionata o sistemi di ventilazioni per ragioni di peso vengono applicate per garantire un flusso d'aria che impedisce al pilota di lessare come un'aragosta).
Il povero Smirzo,con innocenza,chiede <Che è quella?Una presa d'aria?>.
Peppe,col tono da uomo stanco che ormai le ha viste tutte,dopo uno sguardo al catamarano,si gira verso il povero Smirzo guardandolo con commiserazione e replica:<Presa d'aria?'Na presa per culo è!>.
Nient'altro da aggiungere.
January 22

Il Futuro

Domenica sera.
Ho da poco riaccompagnato la mia ragazza a quella dannata fermata e me ne sto a casa cercando di divagare.
Squilla il cellulare.
<Sarà uno dei suoi squilletti...> penso distrattamente.
No.Il telefono continua a vibrare imperterrito.
Guardo il display con sospetto:Dj John.
Questo sì che è inaspettato!
Ma la convinzione che ci sia qualcosa che non va accompagna questo pensiero.
Rispondo.
Lui vuole uscire.
Non se la passa bene.
Ennesima mazzata da una vita che non si stanca mai di metterlo alla prova.
Giriamo per ore senza una meta precisa,parlando,interrogandoci,indagando.
Non c'è risposta a certe domande.
Arriviamo al Gianicolo ma avrebbe anche potuto essere il parcheggio di una discarica vista la coltre di nebbia che avvolge la città,quasi come se il cielo stesso fosse sceso a origliare le nostre conversazioni.
A un tratto Dj John smette di farmi domande e fa un'affermazione.
Semplce,spiritosa...ma forse la cosa più sensata che abbia mai sentito dire sul futuro:
<Il passato è passato.Il presente è incerto.E il futuro...pippa.>.
Sarà anche una cavolata ma io ci sto ancora pensando...
September 21

Hai mai corso?

Sera di un giovedì abbastanza anonimo.
Saluto i ragazzi dell'officina di Mimmo con la promessa che sarei passato al volo l'indomani mattina.
Salto in sella alla mia vecchia Virago 535,giro il quadro e pigio il tasto dell'avviamento.
Il rombo del bicilindrico passa senza ostacoli attraverso gli scarichi vuoti e invade via Vespasiano.
<Eeeeh!> mi fa dietro le spalle Antonio,prendendomi in giro.
Sfoggio il mio miglior sorriso da satiro e saluto,ignorandolo <A domani,ragazzi!>
Ingrano la prima con un calcio e sterzando dò gas lasciando la frizione per allontanarmi dal passo carrabile con il posteriore leggermente di traverso.
Non faccio in tempo a pensare alla provenienza di tutta questa mia coattitudine che mi ritrovo bloccato nel traffico dopo il primo incrocio.
<Porco mondo!> impreco tra i denti.  
<E' mai possibile che questa città stia diventando intransitabile persino per le due ruote?> penso mentre mi divincolo da quel coas per scoprire che era colpa solo dei soliti gaggi che sostano in doppia fila nei vicoli.
<L'estate è davvero finita> rifletto cercando di evitare tutti i dannati scooteristi romani (i quali probabilmente pensano che gli spechietti retrovisori siano un accessorio per permettere alle signore se il trucco è loro colato) fino a ritrovarmi all'imbocco delle celebri Rampe di Monte Mario,rese famose dalla Mille Miglia.
Avevo già scritto di una mia precedente disavventura motociclistica avvenuta su questa stessa strada in un intervento precedente ma,per chi non l'avesse letto e per chi non conos ce quella strada,sappiate che si tratta di un insieme di curve strette e tornanti ciechi su una pendenza di tutto rispetto.
Ebbene ho appena imboccato quella strada quando,prima ancora di vederla,sento avvicinarsi il rombo di una Ducati.
<Desmo!> penso con un sorriso da squalo,quando la vedo immettersi quasi di fianco a me da una stradina laterale.
Il biker non è solo.Il sellino posteriore della sua Monster è occupato da quella che presumo fosse la sua ragazza.
<Cosa si può volere di più dalla vita?> penso spalancando il gas vedendo sparire qualsiasi possibilità di u pò di street racing casereccio.Nessun biker con un pò di buon senso si metterebbe a correre con la donna appollaiata dietro...A meno che a lei non piaccia.
La mia Virago ha rinunciato agli specchietti retrovisori mesi fa ma non servono gli specchietti per capire che si ha attaccato al parafango posteriore un bicilindrico di Borgo Panigale con due scarichi Termignoni che aspettano solo di essere ammirati da vicino.
<Bello!> faccio mettendo il polso ad angolo rettofino a 10 metri prima del primo tornante cieco a sinistra.
Pinzata sull'anteriore e sento l'avantreno caricarsi completamente...forse anche troppo visto che la mia forcella lavora a secco da un anno ormai per la rottura di un paraolio.
La curva l'ho impostata abbastanza bene ma altrettanto ha fatto il ducatista così,appena intrvedo l'uscita della curva,rispalanco il gas superando un'auto perdendo leggermnte grip sul retrotreno.
Forse per l'eccessiva coppia del Monster (che la rende dificile da gestire,specie con un passeggero abbarbicato dietro) il ducatista non riesce a sorpassarmi ma me lo sento comunque attaccato dietro all'imbocco del secondo tornante,questa volta a destra.
Fortunatamente so interpretare molto bene quella curva.Il suo punto di corda non ha segreti per me (basta stare attenti ai rami d'albero che ti vengono in faccia se non ti abbassi quando la tagli all'interno) così riesco a chiudere la porta in faccia a quell'altro e ad amministrare il leggero vantaggio fino alla successiva curva a sinistra che affronto parzializzando il gas.
Come previsto il conducente della Ducati ha preferito sfiorare i freni così mi trovo nuovamente in vantaggio mentre sento l'altro aprire tutto il gas.
<Troppo,caro mio> prendendo tutta quella velocità infatti il ducatista si trova a dover frenare per impostare la curva successiva mentre io la affronto in pieno fino a trovarmi ancor davanti sul breve rettifilo precedente al semaforo rosso che conclude questa sfida tra coatti.
Mi fermo tra le varie moto e scooter che stavano già attendendo il verde aspettando.
La mia attesa viene premiata con un paio di debraviate che mi annunciano l'arrivo del Monster.
Mi si fermi circa mexo metro davanti,si gira verso di me e vedo,attraverso la visiera aperta del suo casco integrale,i suoi occhi che mi sorridono.
Ingrano la prima e mi avvicino piano,sorridendo anch'io un <Grande!> a 42 denti.
La prima cosa che noto sono le lacrime che gli rigano il viso e penso <Ma cazzo!Hai un casco integrale che costa quanto la mia moto!Almeno chiudila la visiera!>.
Invece quello che dico è <Bello davvero!Complimenti!>.
<Grande anche tu!> fa lui tendendomi la mano che stringo prontamente.
<Che spettacolo!> gli faccio io squadrando da cima a fondo la bellissima livrea nera con rifiniture dorate del Monster di ultima generazione.
<620?> gli chiedo,riferendomi alla cilindrata e cercando di sbirciarla leggendo sul carterino tra il suo sedere e le cosce della sua ragazza.
Mentre mi sta rispondendo sbianco,notando il familiarissimo stile della scritta prima ancora di leggerla propriamente.
<S4R> fa lui orgoglioso <Quella col motore del 999>.
<Sì,lo so> faccio quasi balbettando <Complimenti.Se avessi avuto gli specchietti mi sarei fermato> gli dico con la mia migliore finta modestia ma con buona dose di rispetto.
Lui sorride e inizia a dire <No,ma dai...> ma intanto penso <Col cavolo che mi sarei fermato!Avrei dato più gas!>.
Ma il mio cervello e la mia bocca sono collegati male perciò dico <Corri qualche volta a Vallelunga?>.
<No,ma mi piacerebbe> fa lui ancora con l'occhio spalancato da overdose di adrenalina.
<Fai una cosa:vai a via Mattia Battistini.Prima dell'incrocio con Boccea c'è un gommista,sulla destra.Vai là e dì che ti manda Fabio>
<E loro mi danno...?>
<Le gomme per correre e gli appuntamenti in pista> mi sbrigo a dirgli notando che il verde sta per scattare.
<Grazie davvero> mi fa lui stringendomi il braccio prima di ingranare la prima con la grazia di un fabbro ferraio.
<Di niente,amico< faccio io mentre inizio ad attraversare l'incrocio con la mano sinistra alzata in segno di saluto.
 
"Ridin' high,livin' free" - Ralph "Sonny" Barger
 
 
"Ride hard or stay home"- Harley-Davidson Racing
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August 29

...

<Carlo,scusa.Quanto mi verrebbero a costare due 3.00/10,montate?>
<Ma,sono per tuo padre?>
<Già>
<3.50/10,allora...>
<Ah,sì,scusa!Il 3.00 è per le 50 e le 125...Comunque quanto?>
<Beh,per tuo padre 30 a gomma>
<Ah...E pensare che il meccanico amico suo gliele metteva 45...>
<Non esistono gli amici,Fa> 
July 01

Quando il tifo e la passione non vanno a braccetto...

Parliamo di motomondiale.
Dunque,in questi ultimi tempi non si è fatto che parlare,forse a buon titolo,di declino di Rossi e della nascita di un nuovo dominatore di categoria,vista nell'australiano Casey Stoner.
Ora,sinceramente,non posso mettermi a dire "sì,è in declino" oppure "no,è la moto che è un cancello",non sono nè nella testa di Rossi,nè nel box Yamaha.
Fatto sta che le due Yamaha,bene o male,le troviamo sempre vicine nelle classifiche di fine gara (più spesso nel mezzo,bisogna riconoscere) mentre la Desmosedici di Stoner è sempre lì,in agguato,tra le prime posizioni quando,invece,il povero Loris Capirossi lo troviamo sempre relegato tra la sesta e la quindicesima posizione.
Cosa se ne deduce?
Moto o rossi?Stoner o moto?
Fate voi ma io la mia idea me la sono fatta e il mio misero giudizio non da certo merito al romagnolo...
Ho sentito tanti "povero Vale.La moto non gli cammina" e altrettanti "cavolo quella Ducati!Poi con quelle gomme..." nelle gare passate e oggi,a valle di Assen,leggo e sento "grande Vale!"."è tornato l'imbattibile campione!".
Grande?Sì,ha fatto una gara spettacolare,lo riconosco...Ma imbattibile?Io non credo.
Io penso che la gente che si ritiene davvero appassionata di Moto GP dovrebbe davvero guardarle le corse ansichè vederle soltanto.
Nessuno si è domandato come mai le moto che hanno letteralmente sotterrato Valentino nelle qualificazioni si siano trovate a mangiare la polvere più o meno di tutti in gara.
Nessuno ha notato come Valentino,nonostante tutti gli errori (fateci caso:ha sbagliato traiettoria e preso larghe non una ma diverse curve) sia riuscito a superare l'australiano in maniera quasi ridicolmente semplice quando,in un'intervista al termine della gara precedente lo abbiamo sentito dire "già mi faccio un mazzo così per stargli dietro".
Ma sopratutto nessuno ha notato che la Desmosedici di Stoner ha ceduto,guardacaso,a gara finita.
"Abbiamo avuto problemi" è stato il commento della casa di Borgo Panigale.
Problemi senz'altro ma non certo legati alla moto o alla sua affidabilità.
Qui siamo di fronte alla solita scusa che si tira fuori in Ducati per mascherare l'errore umano.
Quello che in realtà si è voluto dire è "abbiamo toppato completamente il settaggio".
La verità è che alla Ducati,come probabilmente alla Suzuki,speravano in una gara bagnata e le moto sono state settate di conseguenza.Basta vedere comparare le uscite di curva elle moto protagoniste:l'M1 pulita,precisa e senza la minima incertezza;la Desmosedici lenta in entrata e scorbutica come un toro in uscita.
Io non voglio fare la lezione a nessuno,per carità,però aspetterei qualche altra gara prima di assegnare il titolo,che ne dite?
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June 19

Il Capo

Dieci di mattina.
Il lavoro è moscio.Sto uscendo dal bagno dopo essermi lavato le mani quando sento avvicinarsi l'inconfondibile suono di un bicilindrico americano ad aste e bilancieri.
E' il cupo e pieno brontolio del Twin Ca 88B di una stupenda Harley-Davidson Softail Deuce.
La guardo ammirato,soffermandomi sul contrasto tra il colore nero con rifiniture rosse delle parti carrozzate e il restante ammasso di cromo e acciaio,mentre il capo e Checco prendono in consegna il mezzo.
Il proprietario va via e i due si accingono a far salire la moto su uno dei ponti,con il capo in sella e Checco pronto con il cavalletto centrale.
<Cosa si prova in quella posizione?> chiedo al capo con un sorrisetto.
Lui sembra rifletterci un attimo,si calza ben bene sulla sella,poi sorride e mi fa <Guarda,ho provato già una sensazione simile ma è meglio che non ti dico dove...>
<Sulla tazza del cesso> fa Checco,dandomi le spalle.
<Mah,voi siete due insensibili.Non capite che siete davanti a un pezzo di storia del motociclismo...>
<Rischi grosso,Fabbiè...> mi fa il capo con uno sguardo che voleva sembrare minaccioso.
<Perchè?Cosa rischio?>
<Licenziamento in tronco.>
<Ma,ma...>
<"Ma" niente.Qui ci sono delle regole.La prima:Il capo ha ragione.La seconda:il capo ha SEMPRE ragione.La terza:nell'improbabile possibilità che non l'abbia entrano immediatamente in atto le regole 1 e 2.>
Lezione di vita per chiunque lavora o pensa di trovare lavoro...
 
I giochi di Bullitt

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